L’incubo dei Btp al 9% | Notizie

L’incubo dei Btp al 9%

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iljournal.it  Di simone ricci

Crédit Suisse non è ancora convinta della reale opportunità e tenuta dei nuovi governi che si sono insediati in Italia, Grecia e Spagna: l’istituto elvetico, infatti, si è accorto come molti che gli spread non hanno risentito di alcun effetto benefico, anzi sono addirittura aumentati in alcuni casi. In aggiunta, gli analisti della banca hanno stimato le previsioni future per quel che concerne i debiti sovrani. Non c’è molto da sorridere ovviamente, visto che molto dovrà dipendere dalle riforme che Roma, Atene e Madrid saranno in grado di realizzare e di rendere il più conformi possibili alle richieste dell’Unione Europea. Secondo Crédit Suisse, i debiti in questione sono destinati inesorabilmente a peggiorare.

Questa analisi è senza dubbio interessante, visto che ci consente di capire cosa accadrebbe nel caso del raggiungimento di livelli molto pericolosi. In pratica, le svolte politiche ed economiche devono aiutare titoli di Stato e spread ad assestarsi su valori più normali e accettabili: in assenza di riforme serie e condivise, però, i rendimenti dei Bonos spagnoli, dei nostri Buoni del Tesoro Poliennali e dei titoli ellenici rischiano di salire fino al 9% in breve tempo, una percentuale che non è poi così lontana e che configura uno scenario davvero spaventoso. Nemmeno la Francia è del tutto al sicuro in tal senso, visto che gli interessi dei propri bond decennali sono fin troppo vicini ai cinque punti percentuali. L’indagine di Crédit Suisse ha un titolo inquietante, “Gli ultimi giorni dell’euro”, e non promette nulla di buono; tra l’altro, nemmeno gli acquisti in grandi quantità da parte della Banca Centrale Europea potrebbero non bastare, Mario Draghi ha assunto questo incarico in uno dei momenti peggiori, inutile negarlo. Qualche tiepido spiraglio potrebbe aprirsi solamente con una sorta di unione fiscale. Il suggerimento degli analisti svizzeri è quello di intervenire su tasse e imposte (come sta appunto avvenendo in Italia), visto che i mercati devono reputare credibili le politiche delle nazioni coinvolte, senza dimenticare il possibile ruolo cruciale degli Eurobond. Insomma, i trattati comunitari stipulati fino ad oggi sono stati delle pietre miliari per l’Unione Europea, ora però questa crisi così grave impone una riforma immediata e mirata.

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